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Fare la guerra...per gioco

Pubblicato1 Mese fa Di
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Probabilmente i giochi più antichi del mondo sono i racing game, ovvero i giochi dove vince chi arriva primo lungo un percorso.
Sicuramente, insieme o poco dopo, nascono i wargame.
Gli scacchi, alla fine, rientrano anche loro in questa categoria.

E con questo preambolo andiamo al cuore del tema di oggi: i wargame.
Un articolo era già apparso sul nostro sito l’anno scorso.
L’argomento comunque è talmente ampio che merita sicuramente un secondo volo di ricognizione.

L'offerta è molto varia, e in evoluzione
Il termine gioco di guerra poi mette sotto il suo ombrello titoli molto differenti tra loro.
Ci sono wargame che si concentrano più sulla schermaglia (skirmish), e quindi sul combattimento in senso stretto.
Altri giochi di guerra si pongono su un layer superiore, includendo nel loro gameplay anche la fase logistica e politica, magari economica, che fa da contorno al fischio dei proiettili.
Carl von Clausewitz, generale prussiano che se amate il genere dovreste conoscere, affermava infatti che la “la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi”.

Ecco, se vi avvicinate ai giochi di guerra oltre alle classificazioni già viste, bisogna introdurre la differenza fra tattica e strategia.
Sarebbe lungo scendere nel dettaglio, ma un esempio, seppure arbitrario, può essere di aiuto. 
Rommel fu un brillante tattico, un generale che ottenne numerose vittorie grazie al sapiente uso dei carri armati sui campi di battaglia. Diverse le sue fortune come stratega. Semplificando la tattica ha un perimetro più ristretto e immediato, la strategia ha un respiro più ampio e spesso fa rima con pianificazione.

Il panorama dei wargame è anche immensamente vasto per quanto riguarda l’ambientazione.
Potremmo trovarci ai bastioni d’Orione, per fare un'altra citazione, oppure all'ombra di un castello medievale o, ancora, in un conflitto del XX secolo.
Indovinare cosa “serve” a voi è praticamente impossibile, per cui, come sempre, conviene sempre dare un’occhiata al nostro catalogo.

Battlestar Galactica

Dogfighting nello spazio

Avete sognato di dare un comando di fuoco a bordo dell'Enterprise o ingaggiare un combattimento con un Jedi Starfighter?
Ecco con Battlestar Galactica - Starship Battles non sarà possibile, perché l’ambientazione è proprio un’altra.
Già dal titolo si capiva, vero? Comunque non è che sia un'ambientazione di minor valore di quelle già citate.
Anzi, una caratteristica di questo titolo è proprio il fatto che il gameplay assorbe l’ambientazione.
Nel senso che il gioco è valido anche per coloro che non hanno seguito questa serie, non essendo un gioco che fa leva sull'amore dei fan per le vicende di Battlestar Galactica.
Difatti c’è un elevato dettaglio nel modellare in maniera verosimile il volo delle astronavi, che fa concentrare il giocatore sul perseguire la migliore tattica.
Uno dei vantaggi di questo gioco è la sua modularità del regolamento. Sta al giocatore decidere a che livello di realismo, e quindi di complessità, fermarsi.
La scatola che vi proponiamo qui ha già tutto per giocare, con miniature già dipinte.
Se poi vi va di approfondire la questione, dotando la vostra flotta di nuovi mezzi, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

The King is Dead

Avere il predominio su un territorio

Vi sta stretto il campo di battaglia? Non vi va di sporcarvi di polvere, anche se fosse polvere di stelle?
Forse avete l'animo più da strateghi che danno ordini e dispongono truppe sulla mappa.
E’ di recente uscita la seconda edizione di The King is Dead, questa volta per Studio Supernova.
Un gioco di tipo strategico per l'appunto, dove non vedrete il dettaglio della singola unità, che difatti sono semplici cubetti.
Saranno però sufficienti per contendersi il dominio della Gran Bretagna, vittima di una guerra intestina.
A differenza di Risiko le unità non si combattono a suon di dadi. 
Semplicemente chi ha il predominio, ovvero prosaicamente la maggioranza di cubetti su un’area, la controlla.
Il tutto diventa imprevedibile, o meglio dà adito a diverse strategie, usando le carte che ogni giocatore ha in mano.
Sono queste che garantiscono effetti che permettono di muovere le proprie armate e creare sofisticate strategie.
Questa meccanica di maggioranza per Controllo Area trova nei wargame diverse declinazioni.
Lo stesso editore, ad esempio, propone Rumble Nation, che ci porta nel Paese del Sol Levante.
Questa volta riscopriamo anche i dadi.
No, no, nessun confronto diretto alla Risiko. Ve lo abbiamo detto che qui la questione è più sofisticata.
I dadi sono solo usati all'interno di una meccanica per posizionare, ancora una volta, simpatici e pratici cubetti.

Undaunted Normandy

La Seconda Guerra Mondiale? Un classico 

Se si pensa ai giochi di guerra, il primo conflitto che ci viene in mente è la Seconda Guerra Mondiale.
Se questa è l’ambientazione che credete faccia per voi, allora potremmo riempirvi casa con tonnellate di wargame.
Prendiamo ad esempio Undaunted - Normandy.
Per due giocatori, Allleati e forze del Reich, con un regolamento semplice che qualunque sapiens, anche grazie all’elevato numero di esempi, può apprendere al volo.
Ha anche il vantaggio di avere una durata ridotta, mentre alle volte i wargame ci chiedono di chiamare il dottore e prendere malattia per finire una partita.
Un po’ come Battlestar Galactica ricadiamo nell’ambito della tattica, dove il teatro degli scontri è uno degli eventi più noti e cruenti del secondo conflitto mondiale.
In Undaunted - Normandy il campo di battaglia viene riproposto da tessere da comporre in modo modulare. Come avrete capito si ripropone lo sbarco in Normandia, così che la  campagna francese riportata sulle tessere non ci stupisce.
Salendo in cattedra possiamo scendere nel dettaglio, dicendo come il motore che guida la formazione del plotone di ciascun schieramento si basa sul deckbuilding. Undaunted - Normandy si può porre in questo senso fra i giochi di carte.

Quartermaster General

Il problema della logistica

Come dicevamo, i giochi di guerra offrono diverse possibilità.
Con la stessa ambientazione, possiamo qui offrire un'esperienza totalmente diversa.
Se il campo di battaglia vi va stretto, così come solo 2 sedie, perché non giocare a Quartermaster?
Anche qui ci sono le due classiche fazioni, Alleati e Asse, ciascuna composta da tre stati.
Dello sforzo bellico, Quartermaster prende prestito ed implementa il problema della logistica.
Se ci pensate bene è questo un aspetto importante di un conflitto che ha attraversato tutte le ere, dalle oasi durante le crociate ai pezzi di ricambio sul Fronte Orientale.
Ecco perché la questione dei Rifornimenti, ovvero il collegamento fra le proprie unità con un centro alleato, è approfondito in Quartermaster.
Beh, comunque anche nel titolo di Ghenos Games ritrovate alcune azioni, anche qui dettate dalle carte, tipiche dei giochi di guerra.
Ci riferiamo al classico "costruisci" e "distruggi", ma altre dipendono dal tipo di Stato che si guida.
Sarà importante una buona intesa fra i compagni della stessa coalizione per raggiungere le condizioni di vittoria.
Se vi abbiamo incuriosito vi possiamo già indicate un'espansione.
Quartermaster - Total War 2ed introduce nuove fazioni e la gestione dell'aeronautica.
Trovate anche carte che aggiungono nuove meccaniche, per un'esperienza ancora più completa.

Kemet Sangue e Sabbia

All'epoca dell'antico Egitto

Diverse le ambientazioni, dicevamo.
Se cercate qualcosa di più particolare, potete pensare all'antico Egitto.
Anche perché ci sono due novità in questo senso in uscita in queste settimane.
Kemet - Sangue e Sabbia sarà disponibile fino a fine Settembre.
Un titolo molto atteso dopo una campagna da poco meno di un milione di euro.
Il gioco nasce nel 2012, ma nel 2020 ha avuto un miglioramento del regolamento.
Il gioco risulterà ora più semplice e i turni più fluido, stanno a quanto riporta l'autore.
Per coloro che non ne hanno sentito parlare, siamo lungo il corso del Nilo in prossimità del suo delta.
Ogni giocatore dovrà primeggiare impersonando una divinità del pantheon egizio che sarà aiutata dal proprio esercito.
Eh sì, abbiamo messo da parte i cubetti 'et similia" per introdurre qualche miniatura nel gioco.
In concomitanza con il gioco base esce anche un'espansione, Kemet - Il libro dei morti, che introduce nuovi poteri e divinità.

Ankh

Se frequentate community online di giocatori o comunque vi piace rimanere aggiornati, avrete sentito parlare molto di Ankh in questo giorni.
Potreste anche conoscerlo perché avete giocato a Blood Rage e Rising Sun, dove Ankh va a chiudere una sorta di trilogia, senza però essere un clone dei titoli precedenti.
L'ambientazione in qualche modo ricalca quella già vista per Kemet, con divinità egizie che scendono in campo.
In Ankh ogni divinità userà i poteri che le sono propri per affermare il suo culto come unico fra gli Egizi.
Per aumentare la Devozione servirà l'ausilio di Monumenti e Seguaci e, altrimenti non citeremmo Ankh qui, suonarle di santa ragione alle divinità concorrenti.
Meno carte rispetto ai giochi già visti e più miniature renderanno felici diversi giocatori.
Dal 30 settembre potrete dire anche voi la vostra, dal momento che da quella data sarà disponibile.

Clash of Rage

Il mondo del fantasy

Sarebbe stato da vili non citare qualcosa di proveniente dall'universo fantasy.
Se poi siamo partiti con qualcosa di un po' astratto e solo con i giochi sull'Egitto abbiamo aggiunto delle miniature, con Clash of Rage cambiamo completamente registro.
Adesso offriamo la possibilità di fare azzuffare su una griglia esagonale più di 50 miniature, con scontri regolati da dadi.
Una valanga di materiale, insomma, che giustifica il prezzo della scatola.
È quindi il momento di porre fine al Regno degli Elfi conquistando una ad una le loro roccaforti.
Come in It's a Wonderful World, Guérard ci propone anche una modalità Campagna oltre a quella usuale. 
In ogni scenario è aggiunto qualcosa di diverso, come una regola o una mappa.

Tetrarchia

Se non volete guastarvi la cena

Dopo il turbinio di botte e sangue, soprattutto degli ultimi due paragrafi, tocca fare qualche considerazione.
Se notate, la parola scontro è stata più volte ripetuta.
Se vi avvicinate ad un gioco di guerra, lui vi risponderà chiedendo la testa degli altri giocatori.
I titoli a questo tema sono ad alta interazione, dove talvolta è prevista anche l'eliminazione, non fisica, di un giocatore.
Se Risiko ha aumentato le entrate degli avvocati divorzisti, ma ha fatto risparmiare sui regali di Natale grazie alle amicizie perse, bisogna capire se al tavolo c'è qualcuno che la prende troppo sul personale.
Se fosse questo il caso, possiamo provare a suggerirvi Tetrarchia, anche questo un gioco al momento in pre-ordine.
Essendo in gioco cooperativo, mette tutti sulla stessa barca.
Molto modulare, visto che GiochiX indica fino a 81 diversi livelli di difficoltà e 6 varianti. 
C'è l'opportunità anche di giocare 4 scenari che si rifanno a rivolte che anche nella storia reale la Tetrarchia ha dovuto sedare.
Per chi fosse arrugginito su concetti storici, con Tetrarchia parliamo infatti dell'organizzazione dell'Impero Romano voluta da Diocleziano, in un periodo quando le cose ormai andavano storte da un po'.
In un gioco che tecnicamente permette di compiere scelte sfruttando Punti Azione, in Tetrarchia dovrete per l'appunto tenere botta nell'Impero mentre i barbari premono ai confini.
Si vince o si perde insieme in questo wargame, così che lo stesso gruppo di giocatori possa anche partecipare alla prossima partita, senza cancellarsi reciprocamente dalla rubrica.

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